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Moriremo tutti, ma senza rischi

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March 16, 2021 by Mosè Viero

In questi mesi ho sempre seguito una linea guida che nell’internet sembra sconosciuta ai più: non parlare di cose che non conosco. Quindi ho resistito a ogni tentazione di addentrarmi nei meandri della virologia, nonostante i tonitruanti proclami sul tema del panettiere e dell’elettrauto. La mia parte razionale pensava: ci sono gli scienziati, ci penseranno loro. In fondo, sono riusciti a compiere un’impresa incredibile, mettendo assieme tanti vaccini contro un virus sconosciuto in tempi davvero rapidissimi.

Da ieri, però, la mia parte razionale è in sciopero. Dopo una campagna di stampa vergognosa per la quale se fossimo in un paese civile verrebbero comminati decenni di galera, la somministrazione di uno dei vaccini è stata interrotta in diverse parti d’Europa: è una decisione che hanno preso autorità tecnico/politiche di provata competenza, quali l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e l’EMA (European Medicine Agency). La motivazione è che questo vaccino potrebbe molto raramente essere causa di episodi di trombosi: non abbiamo ancora prove certe, ma potrebbe essere che in media per ogni milione di vaccinati ci possano essere 2/3 morti di trombosi. Ergo, “in via precauzionale” sospendiamo tutto, mandando al macero migliaia e migliaia di dosi di un vaccino di cui fino a qualche giorno fa lamentavamo tutti l’assenza.

Io come dicevo non sono un esperto di medicina e neanche di statistica, ma penso di poter riconoscere un eccesso di cautela quando lo vedo. Ogni scelta comporta rischi e benefici: i nostri medici usano quotidianamente medicinali con effetti collaterali infinitamente più gravi di quelli dubitativamente assegnati a questo vaccino, e lo fanno perché ritengono che il rischio sia inferiore al beneficio. In fondo tutti noi ogni giorno soppesiamo i pro e i contro di ogni nostra scelta, e ci esponiamo continuamente a rischi di ogni tipo. Sarebbe molto più sicuro rimanere sempre in casa, eppure prendiamo l’aereo, il treno, l’autostrada: ogni volta che entriamo in autostrada, in particolare, ci prendiamo la responsabilità di un rischio enorme, vista la mortalità collegata agli incidenti stradali. Ma come guarderemmo uno che ci dicesse che “in via precauzionale” rifiuta di prendere l’autostrada?

La decisione presa ieri in Italia e altrove è gravissima non solo perché blocca la cura dell’epidemia provocando indirettamente migliaia di morti, ma anche per tutti i sospetti che fa legittimamente nascere in chi è costretto ad assistere allo spettacolo. Perché agenzie tecniche piene di esperti hanno preso questa strada insensata? Stanno forse assecondando l’umore popolare? Dovremmo concludere che se all’epoca ci fossero stati i social staremmo ancora lottando contro la polio?

La comunicazione per assoluti imposta al mondo dai nuovi mezzi è un problema enorme, che la pandemia sta facendo emergere in tutta la sua forza. Nella logica del sistema binario, una cosa o è “sicura” o è “pericolosa”: e perché sia sicura, c’è bisogno del “rischio zero”. Che è una cosa che non esiste: solo la salute di chi non è mai nato non corre alcun rischio.

L’assolutismo porta, sempre, alla contraddizione. Da un lato ci sentiamo dire che “siamo in guerra” e che bisogna prendere misure straordinarie: dall’altro vediamo che la cura viene rigettata per rischi inferiori a quelli che si corrono prendendo un’aspirina. Come se potessimo permetterci di aspettare: le agenzie tecniche da un lato pensano alla nostra salute, e dall’altro considerano le nostre vite così insignificanti da poter essere messe in standby per mesi e mesi, nell’attesa del “rischio zero”, mentre dentro noi e attorno a noi tutto crolla.

Se mai usciremo da questo incubo, e il condizionale a questo punto è d’obbligo, dovremo ripensare tante cose: è inutile che la ricerca faccia miracoli se il mondo è preda del cupio dissolvi in nome della ‘sicurezza’. L’umanità si merita di più del rischio zero: ci meritiamo una vita che valga qualche rischio.


2 comments »

  1. Abc says:

    La penserebbe allo stesso modo se a morire fosse stata una persona a lei cara???????

    • Mosè Viero says:

      Non saprei. È sempre difficile ragionare per ipotesi. Queste sono le riflessioni di una persona fortunata, non lo nego.

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