Eurovision Song Contest 2026: le mie pagelle
0May 4, 2026 by Mosè Viero
Quella del 2026 sarà la settantesima edizione dell’Eurovision Song Contest: si terrà a Vienna in seguito alla vittoria, lo scorso anno, della proposta austriaca, ovvero di JJ con la canzone Wasted Love.
I partecipanti sono 35. La gara si articola in due semifinali e una finalissima. A quest’ultima accedono direttamente sia i cosiddetti BIG 5, che però quest’anno saranno 4, ovvero Francia, Germania, Italia e Regno Unito (la Spagna non partecipa come forma di protesta per la presenza di Israele), sia il paese vincitore dello scorso anno, ovvero l’Austria.
I restanti 30 partecipanti si sfideranno nelle due semifinali in programma il 12 e il 14 maggio: in ciascuna semifinale si esibiranno 15 cantanti, e 10 tra loro passeranno alla finale, in programma il 16 maggio, che quindi avrà 25 partecipanti. Nella prima semifinale si esibiranno anche Italia e Germania, mentre nella seconda si esibiranno anche Francia, Regno Unito e Austria.
Ogni serata prevede una classifica creata congiuntamente con i voti delle giurie nazionali e del pubblico. Le giurie sono composte da 7 membri ciascuna; ogni spettatore può inviare fino a 10 voti (lo scorso anno erano al massimo 20).
Le canzoni in gara non sono inedite e circolano già da molte settimane. Come è ormai consuetudine da molti anni, le esibizioni avranno le voci dal vivo e la musica in playback.
Cliccando questo link potete vedere tutti i videoclip dei brani in gara.
Buona lettura!
DISCLAIMER: le immagini sono tratte da internet; resto a disposizione per eventuali diritti.

ALBANIA
Alis — Nân
Alis Kallaçi è un cantante albanese di Shkodër (Scutari), nato nel 2002 e vincitore dell’edizione locale di X Factor nel 2023.
Nân è una power ballad con innesti gospel, fortemente imparentata con Like a prayer di Madonna. Il tema è la separazione tra una madre e un figlio, non meglio specificata: c’è chi ci vede un riferimento alla diaspora albanese. Musicalmente è un pezzo ultra-derivativo, senza il minimo guizzo di originalità.
Voto: 4

ARMENIA
Simón — Paloma rumba
Simon Hovhannisyan è un cantante e ballerino armeno nato a Hrazdan nel 1996.
Paloma rumba è un pezzo ritmato dal sapore misto latino/balcanico, con un andamento crescente fatto apposta per far esplodere il ballo. Le liriche, tutte in inglese fatta eccezione per il titolo, celebrano l’abbandono della routine a favore della libertà. In generale i brani tamarri e caciaroni come questo piacciono molto al pubblico eurovisivo: ma molto dipenderà dalla messa in scena.
Voto: 5

AUSTRALIA
Delta Goodrem — Eclipse
Delta Lea Goodrem è una cantautrice e presentatrice di Sidney, nata nel 1984.
Eclipse è una power ballad che parte lenta ma acquisisce ritmo a partire dall’inciso: il fraseggio, tutto costruito su una linea vocale quasi costantemente arricchita da cori, ha un retrogusto leggermente nineties. Il testo, tanto lirico quanto esile nell’ispirazione, aggiunge poco o nulla. È un buon prodotto, ma senza tanta anima.
Voto: 5

AUSTRIA
Cosmó — Tanzschein
Cosmó, pseudonimo di Benjamin Gedeon, è nato a Budapest nel 2006 da padre tedesco e madre ungherese, ma è cresciuto a Halbturn in Austria.
Il suo è pop contemporaneo svagato e sornione, un po’ sullo stile di Tananai. Il testo del pezzo, completamente in tedesco, ha una strana componente edificante nel propugnare una sorta di dance etica, rispettosa delle individualità. Mah.
Voto: 5

AZERBAIJAN
Jiva — Just go
Jiva, pseudonimo di Jamila Hashimova, è una cantante azera nata a Mosca nel 1982.
Just go è un prevedibilissimo lentazzo strappalacrime a tema sentimentale, con quasi tutto il testo in inglese a eccezione di una sorta di pseudo para special piazzato in explicit (forse il pezzo ha dovuto essere accorciato). Inutilissimo.
Voto: 3

BELGIUM
Essyla — Dancing on the ice
Essyla è pseudonimo di Alice Van Eesbeeck: è nata nel 1996 a Perwez, nel Belgio vallone. Nel 2020 è stata finalista a The Voice Belgique.
Dancing on the ice è elettropop contemporaneo patinato à la Lady Gaga, molto ben prodotto ma non particolarmente memorabile. Molto dipenderà dalla messa in scena.
Voto: 5

BULGARIA
Dara — Bangaranga
Dara è pseudonimo di Darina Nikolaeva Yotova: è nata a Varna in Bulgaria nel 1998.
Bangaranga è un termine di origine africana che significa rivolta, caos: neanche a dirlo, il pezzo lo utilizza per celebrare la libertà di essere se stessi. Avanguardia pura!
Musicalmente, il pezzo è urban-trap-pop contemporaneo, molto simile ai brani portati a Sanremo da Rose Villain, a cui Dara assomiglia un po’ anche nel look. Potevamo tranquillamente farne a meno.
Voto: 4

CROATIA
Lelek — Andromeda
Lelek è il nome di una girl band croata di musica pop-folk, formatasi a Zagabria nel 2024.
Andromeda occupa la quota mistica corale femminile di quest’anno: una nicchia che apparentemente è obbligatorio rappresentare all’ESC. Negli anni scorsi, fu occupata tra gli altri dalle Tautumeitas e dalle Vesna.
Se si mette da parte questo senso di déjà vu, il pezzo non è male. Il testo può sembrare puro escapismo, ma ha diversi riferimenti all’occupazione ottomana dei Balcani, ferita importante nella storia di quelle zone, sublimata con accenti che suonano autentici. Musicalmente, la struttura semplice e ipnotica è sostenuta da un tappeto elettronico moderno, che ne svecchia la natura. Not bad.
Voto: 7

CYPRUS
Antigoni — Jalla
Antigoni Buxton è una cantante anglo/cipriota nata nel 1996, ed è figlia della presentatrice britannica Tonia Buxton.
Jalla è un pezzo danzereccio e caciarone, dall’inciso semplicissimo, tutto costruito attorno alla ripetizione del titolo, che in lingua cipriota suona più o meno come “di più, di più!” La cantante ha un timbro che sembra puntare più verso il contralto che verso il soprano, e forse non è adattissima a questo brano. Gli diamo la sufficienza solo perché ci sembra meno pretenzioso di altri.
Voto: 6

CZECHIA
Daniel Zizka — Crossroads
Daniel Žižka è un cantautore e attore ceco nato nel 2003.
Crossroads è una ballad introspettiva con un andamento melodico non privo di una certa eleganza, soprattutto nelle strofe. Peccato che il ritornello, in particolare nelle ultime battute, diventi una insopportabile sequela di urla belluine. Come distruggere una buona idea in meno di tre minuti.
Voto: 4

DENMARK
Søren Torpegaard Lund — Før Vi Går Hjem
Søren Torpegaard Lund è un cantante e attore danese, nato a Gudme nel 1998.
Il suo pezzo è elettropop con venature rock un po’ vintage, con momenti ben prodotti e altri meno. L’impressione è che il sound non ‘tiri’ come dovrebbe, e che l’incedere diseguale della melodia finisca per dare sensazioni più di incompiutezza che di ardire sperimentale. Se non altro è tutto in danese.
Voto: 4

ESTONIA
Vanilla Ninja — Too Epic to be True
Le Vanilla Ninja sono una rock band femminile formatasi a Tallin nel 2002: molto celebri in patria, hanno pubblicato cinque album e hanno già calcato il palco dell’ESC, rappresentando la Svizzera nel 2005.
Too Epic to be True è un pezzone pop-rock primi anni Duemila, vera e propria comfort music per chi si è formato in quegli anni. La produzione eccellente, d’altro canto, non può nascondere che si tratta pur sempre di un brano sorpassato, manierista, privo di ispirazione autentica. Piacerà ai ‘vecchi’ in ascolto: ma quanti saranno?
Voto: 7

FINLAND
Linda Lampenius x Pete Parkkonen — Liekinheitin
Linda Lampenius, spesso accreditata con lo stage name Linda Brava, è una violinista classica nata a Helsinki nel 1970; Pete Eemeli Parkkonen è un cantante nato a Pihtipudas nel 1990.
Liekinheitin è un pomposo pezzo rock sinfonico, in cui la voce del cantante duetta con i virtuosismi della violinista. È una scelta bizzarra per l’ESC, tenendo conto che le musiche non sono dal vivo: io spero facciano una eccezione, perché in un pezzo tutto basato sul violino vedere il violino suonato per finta sarebbe veramente paradossale.
Il brano in sé non è niente di speciale, anzi ci sentiremmo di dire che è proprio bruttino: ma acquista senso in virtù della presenza di Lampenius. E ha momenti di tamarraggine di sicura presa sul pubblico: infatti è il favorito.
Voto: 4

FRANCE
Monroe — Regarde!
Monroe Vata Rigby è nata nel 2008 a Salt Lake City negli Stati Uniti da padre americano e madre congolese trapiantata in Francia.
Regarde! è un’opera paraculissima, costruita solo ed esclusivamente per permettere all’interprete, peraltro la più giovane in gara, di far sfoggio della sua potente voce da soprano. L’operazione è di sicuro successo: all’ESC quando parte il gorgheggio lirico vanno tutti in brodo di giuggiole. La domanda che non smetterò mai di pormi è la seguente: ma lo sa questo pubblico che esistono posti che si chiamano teatri lirici dove ci sono SOLO cantanti che cantano così? Perché non vanno là invece di scassarci la m*****a in un festival di musica pop?
Voto: 3

GEORGIA
Bzikebi — On Replay
Bzikebi è il nome della band georgiana formatasi nel 2008 e composta da Giorgi Shiolashvili, Mariam Kikuashvili e Mariam Tatulashvili. Nell’anno della sua formazione, quando i suoi membri avevano tutti 10 anni, la band vinse il Junior Eurovision Song Contest: il gruppo è rimasto in attività ed è ricomparso sul palco dello JESC in molte delle edizioni successive, nelle esibizioni degli intervalli.
On Replay è un pezzulillo dance senza troppe pretese, dal ritornello che sembra quasi una filastrocca. Lo si impara al secondo ascolto, lo si dimentica al terzo.
Voto: 4

GERMANY
Sarah Engels — Fire
Sarah Engels è una cantante tedesca del 1992; per qualche tempo, quando era sposata col primo marito Pietro Lombardi, si faceva chiamare Sarah Lombardi.
Fire è un pezzo pop dance ben prodotto ma piuttosto anonimo, con un sound che richiama un po’ la prima Lady Gaga. Non esattamente all’avanguardia.
Voto: 5

GREECE
Akylas — Ferto
Akylas Mytilinaios è un cantante greco della città macedone di Serres, nato nel 1999.
Ferto è un pezzone techno-trap dal ritornello ipnotico di sicura presa, che sembra quasi ingegnerizzato per replicare certi successi recenti dell’ESC (Käärijä, Baby Lasagna). L’approccio interpretativo alterna momenti stralunati à la Dargen d’Amico a momenti quasi intimisti, come lo special melodico. Si piazzerà sicuramente bene.
Voto: 6

ISRAEL
Noam Bettan — Michelle
Noam Bettan è un cantante israeliano di Ra’anana, nato nel 1998.
Michelle è una canzone di non-amore, nel senso che la donna del titolo è, per la voce cantante, un amore tanto desiderato quanto temuto. È apprezzabile che per la prima volta dal 7 ottobre Israele porti un pezzo che non parla di quell’evento così tragico e traumatico.
In sé il brano, che alterna francese, inglese ed ebraico, non è nulla di eccezionale: è una ballad sentimentale con qualche momento ritmato, in cui a strofe non prive di interesse si alterna un ritornello vecchio, dal retrogusto quasi neomelodico.
Voto: 5

ITALY
Sal Da Vinci — Per sempre sì
Quel che dovevamo dire su questo pezzo l’abbiamo detto in occasione del Festival di Sanremo. Io affronterò il momento fischiettando indifferente, sperando che nessuno tra gli spettatori si fissi troppo sul fatto che questa roba dovrebbe rappresentare il meglio della nostra musica. La nottata passerà.
Voto: 2

LATVIA
Atvara — Ēnā
Liene Atvara è una cantante lettone nata a Liepāja sul Mar Baltico nel 1998.
Ēnā è una delicata ballad dall’arrangiamento minimalista, tutta costruita intorno alla melodia disegnata dalla voce. La strofa, elegantissima, si affianca a un inciso che è un puro e semplice gorgheggio, alla lunga un po’ stucchevole. Notevole il ponte tra prima e seconda metà: un innesto elettrico inaspettato, molto battiatesco.
Voto: 6

LITHUANIA
Lion Ceccah — Sólo Quiero Más
Lion Ceccah è pseudonimo di Tomas Alenčikas, cantante lituano di Vilnius nato nel 1991.
Sólo Quiero Más è un pezzo dall’identità incerta, nel quale un incipit cupo e sussurrato lascia spazio all’improvviso a un ritornello melodico e catchy, dalla notevole apertura vocale. L’intelaiatura lirica, che alterna lituano, inglese, spagnolo e anche un po’ di italiano, non fa che accentuare lo spaesamento.
Voto: 4

LUXEMBOURG
Eva Marija — Mother Nature
Eva Marija Kavaš Puc è una cantante lussemburghese di origine slovena, nata nel 2005.
Mother Nature è un bel pezzo di pop contemporaneo semplice ed elegante, un po’ indie e radical chic, imparentato con certe prove di Emiliana Torrini e Ane Brun. L’arrangiamento nobilita la melodia, soprattutto per il tramite di un uso molto creativo delle corde. Il testo non è particolarmente originale, ma quel “Mother Nature She Knows” ripetuto come un mantra ha un certo effetto lirico.
Voto: 7

MALTA
Aidan — Bella
Aidan Cassar è un cantante maltese di Żejtun, nato nel 1999.
Bella è una ballad classicissima, dall’arrangiamento barocco e cinematografico, approcciata dall’interprete, come è giusto, con bel piglio da crooner. Non è niente di speciale, ma ha una sua dignità, soprattutto in un contesto solitamente caciarone come l’ESC.
Voto: 6

MOLDOVA
Satoshi — Viva, Moldova!
Satoshi è pseudonimo di Vlad Sabajuc, cantante nato a Cahul nel 1998.
Viva, Moldova! è un pezzo furbacchione, una sorta di inno nazionale al contempo post-moderno e pseudo-para-balcanico, molto catchy e molto poliglotta. I continui richiami all’Europa hanno un sapore quasi militante viste le recenti vicende del Paese. Sicuramente farà bene con il pubblico, noi non siamo del tutto convinti.
Voto: 6

MONTENEGRO
Tamara Živković — Nova Zora
Tamara Živković è una cantante montenegrina di Kotor (Cattaro), nata nel 2000.
Nova Zora è un epico pezzo ritmato dall’incedere sincopato, con elementi techno e trap tenuti insieme da una linea melodica che emerge con chiarezza solo nell’inciso. La produzione, che dà grande rilevanza ai cori, è fin barocca, e rischia di sbandare nella tamarraggine in più di un passo.
Voto: 5

NORWAY
Jonas Lovv — YA YA YA
Jonas Lovv è un cantante norvegese di Bergen.
YA YA YA è rock classico, che vorrebbe essere più glam di quel che è e che risulta un po’ troppo intrappolato in un’aria semplice e ripetitiva. Come tutti i pezzi di questo genere, sarà senz’altro penalizzato dalla messa in scena senza musica dal vivo: interamente live, e con una band sufficientemente in tiro, potrebbe spaccare.
Voto: 6

POLAND
Alicja — Pray
Alicja Szemplińska è una cantante polacca nata a Ciechanów nel 2002. Fu già selezionata per rappresentare la Polonia nell’ESC del 2020, che però fu cancellato a causa della pandemia.
Si chiama come Alicia Keys, canta o vorrebbe cantare come Alicia Keys: non proprio un progetto all’insegna dell’originalità. Pray è un pezzo r&b con importanti elementi gospel e un inserto rap non tanto ben risolto. La produzione è ambiziosa, il risultato però suona datato e derivativo.
Voto: 4

PORTUGAL
Bandidos do Cante — Rosa
I Bandidos do Cante sono un gruppo portoghese formatosi a Beja nel 2022 e composto da Duarte Farias, Francisco Pestana, Francisco Raposo, Luís Aleixo e Miguel Costa.
Apprezzo molto il fatto che il Portogallo proponga sempre opere autentiche, anche a costo di apparire come un pesce fuor d’acqua. Rosa è un lento corale dal passo sentito e commovente, a metà strada tra un fado e un canto tradizionale di paese, dall’arrangiamento minimalista e dal testo delicato anche se un filo retorico (ma in portoghese si può dire qualsiasi cosa, un po’ come in francese). Bello.
Voto: 7

ROMANIA
Alexandra Căpitănescu — Choke me
Alexandra Căpitănescu è una cantante rumena nata a Galaţi, nella regione storica della Moldavia, nel 2003.
Choke me è un travolgente pezzone pop-rock, tirato e molto ben prodotto, con arrangiamento epico e bridge rap molto Lady Gaga style. Nel complesso, siamo dalle parti degli Evanescence: non all’avanguardia, forse, ma credibile e potente.
Voto: 7

SAN MARINO
Senhit feat. Boy George — Superstar
Senhit Zadik è una cantante bolognese di origini eritree nata nel 1979: ha già rappresentato San Marino all’ESC per due volte, nel 2011 con Stand by e nel 2021 con Adrenalina. Boy George è una star internazionale che non ha bisogno di presentazioni.
Diciamolo pure fuori dai denti: Superstar è un onesto pezzo pop-dance semplice e manierato, che potrebbe essere uno scarto dal Confessions di Madonna. Senhit lo interpreta col giusto piglio: ma a rendere interessante il tutto è la presenza di Boy George, per la prima volta sul palco dell’ESC. Su disco il suo featuring è brevissimo e quasi irrilevante: c’è da scommettere però che in scena gli verrà dato un ruolo molto più incisivo. Io sono molto curioso, e comunque gli voglio già bene per certe prese di posizione coraggiose che ha assunto.
Voto: 6

SERBIA
Lavina — Kraj Mene
I Lavina sono una band heavy metal serba formatasi a Niš nel 2020 e composta da Luka Aranđelović, Pavle Aranđelović, Pavle Samardžić, Andrija Cvetanović, Nikola Petrović e Bojan Ilić.
Kraj Mene è un pezzo dark metal con ritornello cantabile, interpretato con piglio aggressivo e ‘sporco’, caratterizzato dall’utilizzo del cosiddetto growl. È un brano classico nel suo genere, ma sarà apprezzato soprattutto dagli appassionati.
Voto: 5

SWEDEN
Felicia — My System
Felicia Eriksson è una cantante svedese nata nel 2001.
My System è il classico pezzo EDM fatto apposta per sbancare il festival: catchy, sbarazzino, caciarone al punto giusto, interpretato da una voce squillante che viaggia quasi costantemente su tonalità alte. Non è nulla di rivoluzionario e anzi ha un sound vagamente vintage: ma si piazzerà sicuramente bene, complice anche il fatto che in Svezia l’ESC è un evento seguitissimo, e infatti gli artisti svedesi non mancano la top 10 da più di un decennio.
Voto: 5

SWITZERLAND
Veronica Fusaro — Alice
Veronica Fusaro è una cantautrice svizzera di origini italiane, nata a Thun nel 1997.
Oibò, una canzone vera! Alice è un pezzo autentico e ispirato, tra i pochi a dare l’impressione di essere stato composto senza pensare minimamente alla gara. È un rock dark dall’andamento sincopato e vagamente blues, con echi prestigiosi, dai Garbage a Tori Amos. L’arrangiamento, confezionato con certosina precisione, gli conferisce un sound da grande classico, citazionista e originale al tempo stesso. Il testo, che descrive un rapporto tossico mettendoci dalla parte del cattivo, arriva dove vuole senza strafare. È senza dubbio il pezzo migliore in gara.
Voto: 8

UKRAINE
Leléka — Ridnym
Victoria Leleka è una cantante ucraina di stanza a Berlino: col solo nome Leléka vengono indicati sia lei stessa sia la sua band, formatasi a Berlino nel 2016 e composta oltre che dalla cantante da Thomas Kolyarchyk, Jakob Hegner e Povel Widestrand.
Ridnym è un pezzo purtroppo un po’ irrisolto. Comincia come una delicata ballad dall’elegante linea melodica, sorretta dall’angelica voce dell’interprete: l’inciso però assume toni da musical disneyano, e il resto del brano si perde in esercizi vocali fini a se stessi. Uffa.
Voto: 5

UNITED KINGDOM
Look Mum No Computer — Eins, Zwei, Drei
Look Mum No Computer, pseudonimo di Sam Battle, è un cantautore e youtuber inglese, già membro della rockband Zibra.
Eins, Zwei, Drei è un pezzo di britpop da manuale, con evidenti richiami soprattutto ai Blur (Boys and Girls). Il titolo/refrain in tedesco è una trovata curiosa: il testo, che evoca la necessità di uscire dalla routine e ritrovare la creatività, afferma che la lingua straniera rompe gli schemi. “Counting in English doesn’t cut the mustard”: contare in inglese non ha i giusti requisiti per farci uscire dalla noia. Simpatico.
Voto: 6
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