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Elezioni Amministrative di Venezia del 20 e 21 settembre 2020: dichiarazione di voto

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September 12, 2020 by Mosè Viero

Nei due election day dei prossimi 20 e 21 settembre si voterà, qui a Venezia, in ben tre ambiti differenti: per il Referendum Costituzionale sul cosiddetto “taglio dei Parlamentari”, per le Elezioni Regionali del Veneto e infine per le Elezioni Amministrative del Comune. Ho già spiegato, più o meno, cosa farò nella prima e nella seconda consultazione, ora tocca alla terza.

Noi veneziani saremo chiamati a rinnovare non solo il Sindaco e il Consiglio Comunale, ma anche i Presidenti e i Consigli delle sei Municipalità in cui è suddiviso il territorio; ma non mi occuperò di quest’ultimo ambito dato che non mi appassiona. La Legge elettorale per le elezioni amministrative prevede, in tutta Italia, il maggioritario con doppio turno per il Sindaco e il proporzionale per il Consiglio; gli eventuali ballottaggi si terranno il 4 e 5 ottobre. Come per le Regionali, anche in questo caso la Legge consente di esprimere le preferenze, con la necessità che siano di sesso diverso se se ne indicano due, e consente anche il cosiddetto “voto disgiunto”, ossia la scelta di una lista e di un candidato sindaco diverso da quello sostenuto dalla lista stessa.

I candidati alla poltrona di primo cittadino sono ben nove. Vediamoli uno per uno, in rigoroso ordine alfabetico.

Pier Paolo Baretta è il candidato della coalizione di centrosinistra. A sostenerlo sono la lista del Partito Democratico, la lista Venezia è tua, che raggruppa Italia Viva, +Europa e il PSI, la lista Svolta in Comune, formata da Volt e dal movimento pizzarottiano Italia in Comune, la lista Verde Progressista e la lista Idea Comune, che riunisce varie personalità locali di tendenza autonomista, alcune presentatesi col centrodestra alle elezioni precedenti. Deputato dal 2008 al 2018, Sottosegretario all’Economia e alle Finanze nei Governi Letta, Renzi e Gentiloni e di nuovo dallo scorso settembre nel Conte 2, Baretta è uomo politico competente, di formazione non accademica, già sindacalista. Dalle origini socialdemocratiche si è gradualmente spostato su posizioni di mediazione con la cultura dell’impresa, riuscendo a farsi appoggiare anche da +Europa, Italia Viva e Volt, che in altre città (ma anche a livello regionale) corrono separatamente dal PD. Si tratta senza dubbio del giocatore più forte nella sfida contro il centrodestra.

Luigi Brugnaro è il candidato della coalizione di centrodestra, nella quale troviamo la Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e una lista a nome del candidato (Lista Brugnaro Sindaco). Alle scorse elezioni Brugnaro, noto imprenditore locale, batté il centrosinistra, rappresentato dall’ex magistrato Felice Casson, soprattutto a causa degli scandali che avevano colpito la precedente amministrazione progressista e il precedente sindaco Giorgio Orsoni, che era arrivato a essere commissariato. Negli anni della sua amministrazione, Brugnaro ha mostrato di essere un personaggio polarizzante, raccogliendo attorno a sé sia un certo consenso sia una notevole ostilità. Caratterizzato da prese di posizione spiazzanti e discontinue, brutalmente reazionario nel campo dei diritti civili, al centro di polemiche continue per conflitti di interesse dal retrogusto berlusconiano, Brugnaro è l’incarnazione perfetta dell’imprenditore nordestino tutto chiesa e bottega. I sondaggi lo danno nettamente in testa, segno che la vocazione progressista della provincia, frutto del suo glorioso passato operaio, è ormai cosa trascorsa.

Alessandro Busetto è il candidato del Partito Comunista dei Lavoratori. Questa forza politica, rappresentata a livello nazionale da Marco Ferrando, incarna il comunismo duro e puro, oltre il quale c’è solo la Lotta Comunista dei comitati leninisti. Il programma è talmente vetero-novecentesco, anzi vetero-ottocentesco, che al solo leggerlo mi sono trovato addosso una tuba e un monocolo.

Maurizio Callegari è il candidato della lista Italia Giovane Solidale. Si tratta di un partito formato da giovani imprenditori e professionisti, con un programma di stampo liberale e progressista. A Venezia propongono sostegno all’imprenditorialità locale, stop alle grandi navi, diversificazione dell’economia. Nella lista figurano molti commercianti assai in vista, come i titolari della famosa drogheria Mascari e della mitica pizzeria Nono Risorto.

Marco Gasparinetti è il candidato della lista Terra e Acqua. Si tratta di un’accolita di Veneziani militanti, già riunita nel Gruppo 25 Aprile, caratterizzata da attivismo genuino e da un’impronta ideologica un po’ contraddittoria, che unisce il progressismo al localismo spinto. Il programma è ricco e interessante e testimonia una grande conoscenza della realtà locale: possiamo anzi dire che è l’unico programma a parlare a fondo e nel dettaglio di tanti piccoli e grandi problemi di Venezia. Le perplessità dal mio punto di vista sono almeno due. Anzitutto, appunto, il localismo: da un lato la lista afferma di voler proiettare la città verso il futuro, dall’altra dice di voler sostenere l’artigianato locale, per esempio la produzione di vetro e di maschere, e di voler sovvenzionare la voga e le remiere (ammazza che futuro!) La seconda perplessità è che la squadra è chiaramente veneziano-centrica: il programma accenna alla terraferma qua e là, ma solo per dovere. Infatti gran parte della squadra facente capo alla lista ha lottato ferocemente, nell’ultimo recente referendum, per la separazione di Venezia dalla terraferma. Lo stesso candidato sindaco era in prima linea e lanciava i suoi strali anche contro gli astensionisti, additati come nemici della democrazia: bravo Marco, così mi risparmi un po’ di fatica nella scelta.

Giovanni Andrea Martini è il candidato della lista Tutta la Città Insieme. È una lista di cittadini militanti non dissimile da Terra e Acqua, con un accento maggiore sul green deal e forte contrarietà verso grandi navi e grandi opere. Il candidato è un ex PD, uscito polemicamente dal partito in febbraio a causa della presunta non volontà di quest’ultimo di sfidare Brugnaro convintamente e a viso aperto.

Marco Sitran è il candidato di una lista civica a suo nome (Lista Civica Sitran). Questo avvocato fu tra i promotori e fra i più accesi sostenitori del referendum sulla separazione: non stupisce che il suo programma voglia proprio recuperare le istanze di quella consultazione, miseramente fallita a causa della scarsa affluenza. La conferenza stampa di presentazione della candidatura è stata simbolicamente organizzata all’interno di un palazzo panoramico a Mestre, così da mostrare ai convenuti la differenza tra le varie zone del territorio comunale e dunque la necessità di autonomie politiche e amministrative.

Sara Visman è la candidata per il Movimento 5 Stelle, che corre da solo. Il programma è non troppo diverso da quello presentato dalle liste civiche locali e pone un notevole accento sulle politiche per la residenzialità, sulle problematiche ambientali e sulla contrarietà alle grandi opere e alle grandi navi.

Stefano Zecchi è il candidato del Partito dei Veneti. La lista più fortemente locale e indipendentista è guidata dall’ex filosofo, personaggio celebre anche per le sue frequenti apparizioni televisive. Il programma è curioso perché da un lato lancia strali contro “Roma ladrona” e dall’altro vagheggia un’entità pubblica fortemente assistenziale, pronta a elargire ai “Veneti” bonus e contributi a destra e a manca, come neanche ai tempi della Cassa del Mezzogiorno.

Alla luce di questa rassegna, quali sono i candidati da prendere in considerazione per un elettore progressista e liberale come il sottoscritto? Sicuramente non il candidato della destra (Brugnaro), i candidati localisti/indipendentisti/separatisti (Gasparinetti, Sitran, Zecchi), il candidato anti-liberale (Busetto) e la candidata grillina (Visman). Restano in ballo Baretta, Callegari e Martini.

Nel decidere a chi assegnare il mio voto, utilizzo due criteri: un criterio di primo ordine, basato sulle conseguenze concrete del voto, e un criterio di secondo ordine, basato sulla mia preferenza personale.

Quale conseguenza avrebbe una buona affermazione della coalizione di centrosinistra guidata da Baretta? Senza dubbio si tratta dello schieramento che ha più possibilità di battere Brugnaro: i sondaggi danno quest’ultimo in netto vantaggio, ma il secondo posto è di Baretta, con le altre liste parecchio lontane. Il candidato è un personaggio molto valido, poco dogmatico e aperto al compromesso, caratteristiche, queste, fondamentali per mettere assieme le diversità e creare uno schieramento che abbia possibilità di vittoria. È significativo, da questo punto di vista, il fatto che Baretta sia riuscito a riunire attorno a sé anche Italia Viva, +Europa, Volt e anche alcuni personaggi in passato schierati con altri.  Che conseguenze avrebbero, invece, buone affermazioni per le liste di Callegari o di Martini? Posto che c’è il doppio turno e che se vi si arriverà (cosa non scontata) lo sfidante di Brugnaro sarà comunque Baretta, e che quindi l’importante al primo turno è semplicemente non votare Brugnaro, trovo davvero scoraggiante la frammentazione in mille rivoli dell’elettorato progressista. Ci sono istanze “di sinistra” dietro ad almeno quattro candidati: Baretta, Callegari, Martini e Gasparinetti. È chiaro che poi al secondo turno i voti dovrebbero concentrarsi sull’unico rimasto (al novantanove per cento Baretta): ma intanto la campagna elettorale viene svolta l’uno contro l’altro, seminando ostilità che poi sarà complicato mettere improvvisamente da parte. La frammentazione, per quanto mi riguarda, è accettabile solo se il candidato della coalizione è davvero impresentabile: nelle Regionali in Puglia e in quelle in Liguria, per dire, non voterei Emiliano o Sansa neanche sotto tortura. Ma se il candidato è buono, e Baretta lo è, la frammentazione per quanto mi riguarda non è scusabile in nessun modo e non va incoraggiata. La razionalità, guida ultima del criterio di primo ordine, suggerisce di votare per Baretta.

E per quanto riguarda la mia preferenza personale? Anche in questo caso direi che Baretta è l’opzione migliore. La componente liberale è, nella sua coalizione, ampiamente rappresentata e le liste hanno al loro interno nomi di tutto rispetto: segnalo in particolare Cecilia Tonon e Tiziano Ballarin di Italia Viva e Monica Sambo del PD. Quindi non ci sono dubbi: secondo il criterio di secondo ordine, la mia preferenza va a Baretta. È lui il mio candidato sindaco per Venezia.


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